Il Ritorno degli Esuli e il Giuramento della Pace Cittadina

Nonostante le ferite causate dagli eventi sismici che hanno duramente colpito l’Appennino centrale e l’entroterra maceratese a partire dal 24 agosto scorso, la cittadinanza sanginesina vuole ripartire, e rispettare le sue tradizioni con l’organizzazione, sabato 10 e domenica 11 giugno 2017, della XIX edizione della rievocazione storica Il Ritorno degli esuli ed il giuramento della pace cittadina.

Il patto di solidarietà nato nel XV secolo fra il comune di San Ginesio (MC) e quello di Siena, e che si rinnova ormai da 54 anni, a cadenza triennale, è un evento fra i più antichi e prestigiosi della Regione Marche, non tanto e non solo per le sue radici storiche, quanto e soprattutto per la presenza della Municipalità di Siena nel corteo, accompagnata dal Gonfalone, dalle chiarine, dai tamburi e dai figuranti, in costume d’epoca, il che rende la manifestazione un unicum di assoluto rilievo in campo nazionale.

La rievocazione narra dei trecento sanginesini che tra l’anno 1450 e l’anno 1460 furono esiliati con l’accusa di sedizione, per aver tentato di riportare San Ginesio sotto il governo dei Duchi da Varano, Signori di Camerino, dal cui tirannico dominio la città si era liberata nel 1434. Gli esuli trovarono rifugio a Siena; lì si arruolarono nella guardia civica, si distinsero per diligenza e per fedeltà a tal punto che furono inviati a San Ginesio ambasciatori senesi, che perorassero la causa degli Esuli e ne ottenessero il rimpatrio. La causa fu vinta per l’eloquenza degli oratori senesi e per lo spirito civico mostrato dai sanginesini. I trecento fecero ritorno in patria, accompagnati da notabili senesi, recando in dono due simboli che contraddistinguono una comunità ben ordinata: il Crocifisso, da venerare nella chiesa Collegiata, come testimonianza dell’impegno di pace, e gli Statuti della città di Siena, su cui uniformare il buon governo della Terra di San Ginesio.

La prima edizione della rievocazione storica de Il Ritorno degli Esuli si svolse il 9 giugno del 1963 nell’ambito delle Feste Triennali del Santissimo Crocifisso, di cui si ha notizia dal 1730, quando San Ginesio fu scossa da un fortissimo terremoto che sorprese la popolazione nella chiesa di Santa Maria in Vepretis, mentre era in venerazione dell’antico Crocifisso senese, lì portato in processione.   Allora si decise  che ogni tre anni la sacra immagine dovesse essere portata in processione solenne per otto giorni nelle più importanti chiese del paese.

“Una storia di onore e riconciliazione, di commemorazione e di orgoglio civico – sottolinea Marco Taccari, consigliere comunale cardine dell’organizzazione della rievocazione – Un’occasione di conoscenza, per chi non ha mai varcato le antiche mura sanginesine, un ritorno al passato per costruire il futuro. D’altra parte è proprio questo il modo con cui noi sanginesini affrontiamo gli eventi della nostra Storia, anche quelli devastanti come il terremoto. Consapevolezza delle radici e dell’importanza del nostro passato, e forte determinazione a operare per un pronto rilancio del paese, riprendendo quel cammino che negli anni ha condotto San Ginesio a ricevere i due prestigiosi appellativi di Uno dei borghi più belli d’Italia e di Bandiera arancione. Oggi circa 420 famiglie sanginesine sono ancora fuori dalle proprie abitazioni, molte le attività economico-commerciali messe in ginocchio. Inagibili quasi tutti gli edifici scolastici, il fiore all’occhiello del nostro comune “polo scolastico di eccellenza” per tradizione. Inagibili e gravemente lesionati la sede municipale, la Rsa per anziani non autosufficienti, la pinacoteca civica, l’auditorium di Sant’Agostino, tutte le chiese del centro storico, alcune delle quali vere contenitori di opere d’arte, come la Chiesa Collegiata, non solo emblema di San Ginesio, ma un monumento che restituisce una delle immagini più belle delle Marche”.

“Siena è stata la prima città a far sentire la sua vicinanza a San Ginesio all’indomani delle scosse di terremoto che hanno sconvolto la nostra comunità – spiega Mario Scagnetti, sindaco del Comune di San Ginesio – Una solidarietà che è iniziata dai privati e si è poi diffusa tra le associazioni senesi fino all’amministrazione e alle bellissime realtà municipali legate al vostro Palio. La Toscana intera, in realtà, si è attivata per darci un sostegno. Sono 54 anni che, ogni tre anni, rinnoviamo quella sorta di patto di fratellanza nato con l’episodio dei trecento esuli, ma forse mai come quest’anno abbiamo capito il valore dell’amicizia che lega noi e i senesi. C’è il vivo desiderio che San Ginesio e Siena mantengano la consapevolezza del passato e possano trasferirla ai propri figli, perché perdere la propria storia, a poco a poco, significherebbe perdere la coscienza di sé. Inoltre, vogliamo trasmettere la nostra fermezza nel voler ricominciare a vivere cogliendo, pur nelle difficoltà, tutte le opportunità di crescita che ci si proporranno di fronte”.

 

 

Allegati

LA STORIA dei 300 esuli [DOCX - 186 KB - Ultima modifica: 01/06/2017]

PRESENTAZIONE (2) [DOCX - 189 KB - Ultima modifica: 01/06/2017]

Contenuto inserito il 31/05/2017
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